UFFICIO NAZIONALE PER I BENI CULTURALI ECCLESIASTICI E L'EDILIZIA DI CULTO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Beni Culturali ecclesiastici e Giubileo – I monumenti religiosi come testimonianza della fede

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6 Luglio 1998

bo rino, soggetti ed enti dotati di esperienza nel settore del turismo; è chiaro, però, che il progetto, quanto all'impostazione, non potrà essere affidato a loro: si rischierebbe di comprometterne la fisionomia.

Il Giubileo offre l'occasione per riscoprire le forme e i modi in cui la fede si è propagata da Gerusalemme a Roma e oltre, come ha messo radici e si è manifestata nel corso della storia in ciascuna diocesi. I monumenti della fede - la cattedrali, le chiese parocchiali, i santuari - sono manifestazioni visibili di tale itinerario; si possono considerare vere e proprie testimonianze di fede. Suggerisco, perciò, in vista del Giubileo, di programmare o di ampliare iniziative di valorizzazione dei monumenti religiosi da considerare quali testimonianze qualificate della storia della fede di ogni singola diocesi. In pratica queste iniziative si possono dividere in tre parti: a) gli interpreti: cioè le persone addette all'accoglienza e alla guida; b) i sussidi, c) gli itinerari religiosi. a) Gli interpreti. I monumenti della fede sono dotati di un loro linguaggio e hanno moltissime cose da dirci, ma per essere capiti hanno bisogno di interpreti. Chi sono gli interpreti? sono persone, appositamente preparate, alle quali viene affidato un duplice compito: accogliere i pellegrini e accompagnarli durante la visita alla chiesa, con la preoccupazione di tradurre il messaggio religioso che l'architettura e l'arte intendono comunicare e di rispondere alle domande che i pellegrini pongono. Gli interpreti devono essere formati, coordinati e seguiti a livello diocesano dagli organismi che cureranno il Giubileo in collaborazione con gli organismi della Curia che hanno competenza in materia di arte, beni culturali, liturgia e turismo. L'ideale è che siano persone competenti (laureati in storia dell'arte o architettura) capaci di assimilare e trasmettere insieme valori di arte e di fede. Potrebbero costituire gruppi di volontari associati. Le persone così formate potranno continuare nel tempo, al di là del Giubileo, a svolgere il loro compito al servizio delle comunità cristiane, dei visitatori, pellegrini, turisti. b) I sussidi. Le chiese, la cattedrali, i santuari po ssono proporsi ai visitatori e ai pellegrini come testimonianze della fede anche mediante opportuni sussidi stampati, registrati e di altro tipo. Trovare all'ingresso di una chiesa un sussidio stampato breve, dignitoso, chiaro, in due lingue è un segno di squisita attenzione per chi entra e desidera vedere, capire, entrare in comunicazione. Sarà molto opportuno che anche questi sussidi sappiano coniugare il messaggio artistico e quello religioso, in modo da chiarire al di là di ogni dubbio che quella chiesa e quel dipinto, opera di grandi artisti o di bravi artigiani, sono segno di una Chiesa fatta di pietre vive, ne sono la casa e un poco lo specchio. Sussidi così concepiti hanno bisogno di essere pensati e realizzati da una centrale diocesana, che dia i necessari supporti redazionali e grafici, che operi in stretta collaborazione con i responsabili delle singole chiese interessate. Quello che conta è che anche attraverso questo strumento il pellegrino si renda conto di incontrare non una miriade di soggetti, ma un soggetto ecclesiale solo, un soggetto che si affida a un messaggio semplice e sobrio che, pur povero, evita con cura ogni sciatteria anche di natura grafica. c) Gli itinerari religiosi. Il cammino di fede delle diocesi italiane è in genere piuttosto lungo, in molti casi è lunghissimo. Come rendere visibile una storia tanto estesa nel tempo e diffusa nello spazio? La risposta è costituita dagli itinerari: luoghi e monumenti rappresentativi della storia della diocesi, delle sue figure eminenti e dei sui momenti più significativi individuati su una carta geografica e collegati da uno o più percorsi. Per costruire gli itinerari è indispensabile un gruppo di lavoro diocesano composto da storici della Chiesa locale, storici dell'arte, esperti in beni culturali, in liturgia e in turismo religioso. Gli itinerari devono essere religiosi, non turistici. Alla loro costruzione, redazione grafica e diffusione possono collaborare, anzi, è bene che colla