UFFICIO NAZIONALE PER I BENI CULTURALI ECCLESIASTICI E L'EDILIZIA DI CULTO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

“Dio non abita più qui?” Il comunicato finale e il messaggio del Papa

Il 29 e 30 novembre si è celebrato a Roma, all'Università Gregoriana, un convegno sulla dismissione dei luoghi di culto e la gestione integrata dei beni culturali ecclesiastici.
4 dicembre 2018

Si è concluso alla Pontificia Università Gregoriana il Convegno internazionale "Dio non abita più qui?" (Roma 29-30 novembre 2018) promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura, dall'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto della CEI e dalla Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa della Pontificia Università Gregoriana.
Nella prima giornata, l'attenzione è stata rivolta al problema della dismissione e del riuso di chiese, fenomeno in crescita in molti paesi occidentali. Le relazioni del mattino hanno evidenziato il problema sotto i profili sociologico (L. Diotallevi), canonistico (P. Malecha), tecnico architettonico (T. Coomans) e storico artistico, conservativo e museologico (M. de Beauchesne-Cassenet), mentre le relazioni dei delegati delle conferenze episcopali nazionali di Europa, America settentrionale e Australia, nella sessione pomeridiana a porte chiuse, ha offerto una panoramica abbastanza completa della varietà delle situazioni che si riscontrano nei vari paesi. Il mutamento della situazione demografica e sociale e della pratica religiosa, ha reso eccessivo in alcuni luoghi il numero delle chiese, con la conseguente necessità di una diversa destinazione d'uso. E' opinione del convegno che tale situazione possa essere l'occasione per una diversa valorizzazione, sempre nell'ambito ecclesiale, di un patrimonio culturale a cui la Chiesa non vuole rinunciare. Spinge in questa direzione anche il Messaggio del Santo Padre Francesco, letto dal cardinale Ravasi all'inizio dei lavori.
La seconda mattinata è stata l'occasione per affrontata la tematica, in parte connessa a quella del giorno precedente, della gestione dei beni culturali inserita all'interno di una programmazione pastorale a lungo termine. Dopo l'impostazione generale della questione (V. Pennasso), si è dato voce ad alcune esperienze individuate come virtuose, fra le tante possibili: due diocesane in Italia (A. Nante, L. Palmeri), una coinvolgente in unico progetto tutte le diocesi di una regione storica, la Catalogna (J. M. Riba Farrés), una relativa a esperienze di dialogo della Chiesa con artisti contemporanei e altri gruppi religiosi in Germania (A. Gerhards), infine una, in Portogallo, finalizzata alla formazione delle comunità cristiane alla conoscenza e salvaguardia del patrimonio culturale religioso (S. Saldanha). Altre esperienze nazionali sono state ascoltate nel pomeriggio.
All'inizio della sessione pomeridiana, come la precedente riservata ai delegati nazionali delle conferenze episcopali, è stato letto e approvato da questi ultimi un documento dal titolo La dismissione e il riuso ecclesiale di chiese. Linee guida, composto da cinque capitoli e da raccomandazioni finali, che sarà reso pubblico nelle prossime settimane dal Pontificio Consiglio della Cultura.