UFFICIO NAZIONALE PER I BENI CULTURALI ECCLESIASTICI E L'EDILIZIA DI CULTO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

La celebrazione del giubileo nelle Chiese locali

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3 Luglio 1998

Il Comitato centrale del Giubileo ha pubblicato il 21 maggio il calendario dell’Anno Santo del 2000 (v. Sir n. 38/’98). Il calendario è preceduto da una premessa di ordine teologico-pastorale: cerchiamo qui di sintetizzarne alcuni degli elementi più significativi, utili anche per celebrare il Giubileo nelle Chiese locali. L’armonia tra il dato cronologico e il dato misterico. Il bimillenario della nascita di Cristo, dato cronologico che stabilisce la qualità di anno "giubilare" al 2000, può essere "anno santo" solo a condizione che sia vissuto attraverso la celebrazione sacramentale del Mistero di Cristo. Solo nella celebrazione liturgica, infatti, le affermazioni "anno santo, anno di grazia, anno di misericordia", trovano il contesto adeguato della loro proclamazione e della loro reale attuazione. L’anno giubilare esprime la qualità e il senso del tempo cristiano: un tempo concesso per grazia perché ad ogni persona sia offerta la possibilità della conversione. Dalle iniziative all’itinerario dell’Anno Liturgico. L’Anno Santo non è un grande contenitore in cui ogni ente, gruppo, movimento deve fare di tutto per inserire la propria iniziativa, tanto da ridurlo ad un palcoscenico attraverso il quale esibire le proprie capacità o attività. Vivere l’anno giubilare significa invece lasciare che il tempo sia di Dio, restituire a Dio il primato sul tempo attraverso la concreta rinuncia a organizzare tutto con l’orologio del mercante. Si percepisce allora una singolare corrispondenza tra la caratteristica originaria dell’Anno Liturgico e la natura dell’Anno Santo. Le celebrazioni dell’anno 2000 dovranno perciò essere in piena armonia con le proposte dell’Anno Liturgico.